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Le scosse che cambiano la vita
14/06/2012 18:46:45

Le scosse che cambiano la vita



Gli eventi e gli effetti

Dal 20 maggio la pianura padana trema: tremano le province di Modena, Reggio Emilia, Ferrara, Mantova e Rovigo. Cogliendo tutti di sorpresa, la tranquilla pianura padana si è rivelata tra le zone più sismiche italiane, lasciando tutti sgomenti.
Dal 20 maggio abbiamo negli occhi volti, case, chiese, capannoni, palazzi e situazioni che mai avremmo pensato di vedere e di vivere.

Questi eventi sismici hanno colpito duramente un territorio che è anche il cuore pulsante dell’attività di CIR food, che proprio nelle zone coinvolte vede una grande e consolidata presenza di centri pasti, locali commerciali, gestione di scuole, ospedali, case di riposo e aziende, in totale 180 gestioni.
Qui le persone che quotidianamente si recano sul proprio luogo di lavoro sono  3.422, a 504 di queste il terremoto ha impedito di continuare a farlo così, da un giorno all’altro.

La stragrande maggioranza dei locali gestiti da CIR food sono stati, infatti, chiusi perché decretati inagibili o perché hanno subito danni, altri sono state precauzionalmente evacuati, come nel caso di alcune strutture socio assistenziali.

Per l’interruzione prolungata di queste gestioni CIR food ha stimato una perdita di circa 400.000 pasti per un mancato fatturato pari a 2 milioni di euro, oltre a circa 600.000 euro per gli interventi di ripristino delle strutture danneggiate.

Ai danni all’azienda si aggiungono anche le perdite subite direttamente dai soci e dipendenti di CIR food: un cuoco ha perso il fratello nel crollo della Haemotronic di Medolla e un centinaio di persone non può più rientrare nelle proprie case.

Donatella Ferraresi, assistente di produzione CIR food a Modena è tra le persone più colpite:

<<Le nostre case, costruite con il sudore di una vita – racconta - non sono più il nido sicuro dove ritornare dopo una giornata di lavoro, i nostri figli non hanno più le scuole dove andare a imparare e preparare il loro futuro, i nostri ospedali sono diventati degli efficientissimi ospedali da campo e gli anziani hanno gli occhi smarriti non ritrovando più i luoghi cari dove hanno trascorso la loro vita. Il lavoro che prima ti organizzavi con cura, ora è fatto di emergenze, mancano le strutture lesionate e inagibili, il personale è spiazzato e ha timore nel “chiudersi” nei consueti luoghi.
Poi – conclude Donatella - ti guardi intorno, ti dici “siamo vivi” e il pensiero corre alle persone che non ci sono più e anche per loro cerchi di dare un senso a tutto questo, anche se è difficile e hai tanta paura, ma ti tiri su le maniche e ti ripeti: ce la posso fare.>>

L’operatività e la solidarietà

Nonostante la difficile situazione, tutto il corpo aziendale si è fin da subito attivato e prodigato per garantire non solo la sicurezza e l’operatività delle 70 strutture ancora in servizio, ma anche per fornire sostegno e assistenza attraverso la distribuzione di pasti e derrate alimentari a 3500 persone nei centri di accoglienza. I pasti che prima erano rivolti ad una utenza lavorativa ora, invece, sono per gli sfollati, ma anche per la Protezione Civile, per i Vigili del Fuoco, tutte persone straordinarie che arrivano da ogni parte d’Italia per dare una mano.

<< Fin dai primi giorni – racconta Wainer Rossi, Responsabile Acquisti CIR food - si è offerta la massima disponibilità a Vigili del Fuoco, Protezione Civile, Provincia e Comuni investiti dal terremoto, per la fornitura di generi alimentari, soprattutto acqua e pane, e non, come piatti, posate, tovaglioli, bicchieri, grembiuli, cuffie, guanti, consegnando tutto in tempi strettissimi ai vari campi di accoglienza che via via si andavano strutturando. Grazie anche alla grandissima collaborazione dei nostri fornitori abbiamo inviato camion frigo per lo stoccaggio delle derrate, riuscendo a garantire ogni genere di prodotto dal surgelato al fresco, al secco.>>

A sostegno dei colleghi colpiti l’azienda sta verificando l’effettiva possibilità di attivare alcuni provvedimenti, come la cassa integrazione in deroga per il personale che opera in strutture chiuse a causa del terremoto.

Ma la meravigliosa macchina di solidarietà intanto è già partita, perché il sisma ha sì causato numerosi danni e perdite, ma ha anche fatto emergere un’umanità straordinaria e preziosissima, e il valore dell’essere comunità.

E’ stato proprio per cercare di convogliare le innumerevoli iniziative interne di solidarietà attivatesi spontaneamente da parte di tutte le sedi aziendali verso i propri colleghi che il Consiglio d’Amministrazione ha deciso di istituire un fondo da destinare internamente ai propri soci e dipendenti colpiti dal terribile evento sismico.

Il personale CIR food può contribuire donando l’equivalente di 1 ora di lavoro mediante trattenuta in busta paga. Sarà, altresì, possibile fare libere donazioni individuali al fondo terremoto mediante versamento diretto sul conto correrete bancario attivato.
Anche un solo piccolo contributo dei soci e degli oltre 10.000 dipendenti CIR food può fare la differenza: perché come tutti sanno, “l’unione fa la forza!”.

Un’apposita Commissione interna composta dal Responsabile Area Sociale e dai 4 Presidenti Sezioni Soci coinvolte dal sisma, si occuperà di definire i criteri e le modalità opportune di destinazione delle risorse raccolte, al fine di garantire certezza e trasparenza.

Il futuro

Di fronte a questi eventi, che colpiscono inaspettatamente e nel profondo, l’obiettivo comune è la volontà di non abbattersi, di rialzare subito la testa e di ricominciare.
CIR food vuole e sta già pensando al futuro, ad un futuro però ancora incerto e complesso.

<<Abbiamo forti preoccupazioni sui tempi di ripresa delle attività – afferma il Presidente CIR food Ivan Lusetti - che in alcuni casi potrebbero andare ben oltre il periodo estivo. Ci sono infatti alcune situazioni come ad esempio scuole e case di riposo che probabilmente andranno demolite. Speriamo che lo Stato intervenga mettendo a disposizione le risorse necessarie per riprendere, ma sicuramente cambieranno diverse cose … non sarà più come prima. Sarà sicuramente necessaria – continua Lusetti  - una riorganizzazione, una rinegoziazione con i clienti nostri committenti dei servizi e delle commesse che gestiamo, venuti meno. Vedremo nelle prossime settimane / mesi …. >>

CIR food ce la metterà tutta: è una cooperativa di lavoro solida, forte della sua storia, dei suoi valori e degli ottimi risultati fin qui raggiunti. Reagirà e continuerà a lavorare per salvaguardare l’occupazione nell’interesse dei soci e di tutti i lavoratori.


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